Coccole 2018 – Il viaggio.

Eccomi, dopo un silenzio di 9 giorni vi racconto questo viaggio di Coccole, è stata la prima volta che non vedevo l’ora che finisse.

Sono arrivato da Minh (la mia amica monaca) nel sud del Vietnam dopo un viaggio un po’ travagliato a causa di un tifone nella zona. Col precedente tifone il monastero dove vive con i suoi 52 bambini è stato completamento devastato. Tutto il lavoro (gran parte di Coccole) è stato distrutto, Minh mi aveva già mandato le foto prima, ma vedere le cose da vivo è tutta un’altra cosa. Tetti scoperchiati, finestre e porte sradicate, fango che distrugge mobili, abbigliamento e scorte di cibo, insomma rimane poco o niente. Quando ho saputo ho anticipato i soldi a Minh per accelerare i tempi fino al mio arrivo. Loro dormivano con il tetto coperto da sacchi neri e diluviava…

Si poteva recuperare poco o niente (e fidatevi di Minh che non butta niente!)

In una settimana abbiamo messo porte e finestre nuove, stanno finendo di mettere le tegole dove il tetto è ancora buono. Al posto di due strutture fatiscenti che erano andate distrutte abbiamo cominciato a costruire una casetta con tetto di cemento che servirà come stanze da letto (adoro il fatto che là si decide, e mezz’ora dopo stano già cominciando a lavorare, basta pagare, niente burocrazia).

Poi tutto il mobilio nuovo, cucina, letti, vestiti, divise per la scuola, biciclette, giochi per i piccoli, e altre miliardi di cose che io e Minh siamo andati a comprare al mercato. Il sorriso e la gioia di questa donna erano indescrivibili per aver visto rinato il posto. Non vi dico la mia di gioia… E i piccoli? Sono diventati ormai 52, due neonati di appena 10 giorni nell’ultima settimana! E’ bello vederli crescere grazie all’amore immenso di Minh e delle sue 4 novizie ed alcune signore del villaggio vicino. Un amore che i piccoli con il loro passato sfortunato sono stati fortunati a trovare.

E poi c’è Haie.

Vi devo raccontare la storia quasi incredibile di Haie. Una ragazza down di 11 anni che vive da 6 anni da Minh, la vedevo sempre ma non mi ha mai sorriso e nemmeno si è avvicinata a me, era sempre da sola. Abbandonata dalla nascita ha girato alcuni orfanotrofi, in uno di quelli è stata abusata sessualmente per lungo tempo. Poi è finita a casa di Minh. Non ha mai comunicato con nessuno ed era sempre isolata finché 8 mesi fa è stato trovato un neonato abbandonato all’ingresso della pagoda di Minh e

Haie praticamente l’ha adottato: lo cura come suo figlio (ha solo 11 anni!) lo tiene in braccio tutto il giorno, lo nutre e lo pulisce. Se provi a prenderlo in braccio, il piccolo strilla finché non lo prende Haie. E Haie? Da quando ha il “suo” piccolo ride, gioca , studia, riesce già a leggere e scrivere. E’ FELICE!!!

E se non è un miracolo questo…?! Lascio Minh e i piccoli, felice di riuscire a fare tanto per farli vivere come devono vivere i bambini.

Parto verso nord est al confine con il Laos. Un viaggio infinito in mezzo alle montagne verso Muong Xen. Dopo un bel po’ di fatica abbiamo trovato il monastero che a prima vista sembra un posto abbandonato. Silenzioso. Quel silenzio che conosco e che mi fa paura. Mi accoglie Hueng, il monaco più anziano della struttura. Dopo che gli ho detto chi mi manda mi offre una tazza di tè e mi benedice. Gli ho chiesto dove sono i bambini, era così silenzioso quel posto che pensavo ci vivesse da solo. Siamo entrati, e in due stanze enormi c’erano bambini e bambine, alcuni seduti, altri sdraiati con gli sguardi persi, visi inespressivi e tristi. Tutto in un silenzio assordante. Non parlano, non giocano, e nemmeno piangono.

Hueng mi raccontava che ogni settimana i monaci trovano altri bambini lungo il confine, e li accolgono per dargli un tetto e nutrirli. Vengono scaricati dai bracconieri del sesso lungo il confine, in una zona poco controllata, dopo che non sono più capaci di “lavorare” e di guadagnare nel mercato della pedofilia.

La cosa che colpisce di più sono i segni di violenza sul loro corpi piccoli. Ma che mente malata deve essere, per spegnere le sigarette su una bambina di 5 anni? Una visione assai pesante anche per me che pensavo di avere visto tanto, e invece…

C’era un bambino di circa 8-9 anni che era stato trovato da una settimana e rifiutava di mangiare e bere se non con la forza. L’ho accarezzato, ma lui tremava.

L’ospedale più vicino dista circa un paio d’ore, e così in tre viaggi abbiamo portato i bambini (purtroppo alcuni con la forza ) per visite e cure.

Siamo rimasti in ospedale per 4 giorni. Durante il giorno ero in giro con Hueng a fare compere per il monastero e qualche giocatolo per i piccoli ricoverati. Gli ho comprato tanti di quei dolci e giochi per renderli felici e meno soli in ospedale, ma questa volta purtroppo non è bastato.

Rientrando tre giorni dopo al monastero con i piccoli (tranne due che dovevano rimanere in ospedale per terminare le cure) abbiamo deciso cosa fare per rendere il monastero più vivibile per i bambini. Nel villaggio accanto ho comprato: letti, armadi, televisori, palloni, giochi, computer, biciclette ,vestiti, tablet e pure una PlayStation (farlocca ovvio). Inoltre le cose basilari: bagni nuovi, scaldacqua, lavatrice, cucina nuova e un bel po’ di scorte di cibo.

In tutti questi giorni che sono stato da loro (8) nessuno dei piccoli mi ha mai parlato, ma nemmeno guardato negli occhi, sempre chiusi in se stessi in silenzio.

L’ultimo giorno è rientrato il monaco che era rimasto in ospedale con i due ragazzi. Ma è rientrato solo con uno: il bambino che rifiutava di mangiare non ce l’ha fatta.

Hueng mi ha portato nella pagoda per pregare per l’anima del piccolo senza nemmeno un nome. Non potevo più trattenermi e ho pianto, forse per la rabbia o forse per la delusione di non riuscire a portare un sorriso a quei piccoli, una sensazione di fallimento della missione. Lo so che non lo è, ma mi sento così lo stesso. Non vado più al terzo posto programmato. Non riesco.

Il mio autista (adorabile) mi ha accompagnato ad Hanoi e quando è arrivato il momento di pagare non ha voluto i soldi, dicendomi che si sentiva parte della missione e che è stato onorato di farlo con me. Altro pianto.

Ora riposo nella mia amata Bangkok.

Grazie ancora a tutti voi per essere con me.

Nir

Coccole 2017 – Il viaggio

E’ arrivato anche quest’anno il momento della fine del viaggio di Coccole, sono a Bangkok sotto il diluvio a ricordarmi di tutte le facce che ho visto, coccolato e accarezzato nelle ultime quattro settimane.

Partito il 24 Dicembre per Bangkok, dopo avere ritirato le medicine, sono andato per Vietnam per incontrare la mia adorata amica monaca Minh. E’ la terza volta che visito il suo monastero e i bambini ormai sono diventati 52. Nel giorno del mio arrivo e’ entrato a far parte della sua “famiglia allargata” un bambino appena nato, lasciato fuori dalla pagoda di notte.

Verrà adottato anche lui  e si chiamerà Minh come tutti gli altri…

Che bello vedere i bambini crescere bene grazie solo all’amore di Minh , bisognerebbe farla Santa subito….

Un ragazzino di 8 anni mi abbracciato e mi ha fatto vedere una macchinetta che gli ho regalato 2 anni fa… (Minh mi fa detto che non lascia mai la macchinetta nemmeno di notte).

Fare shopping con Minh e’ una faccenda molto divertente. Dopo ogni acquisto anche  di un solo dollaro mi guarda intimorita  e mi chiede: ho speso troppo ? Ho esagerato? Non sa che anche quest’anno siete stati super generosi!

Abbiamo preso materassi nuovi, culle per i neonati, attrezzi per la cucina, uno scaldabagno gigante, guardaroba interi per tutti i piccoli, bici, un mare di giocattoli e scorte industriali di riso e tè.

Ovviamente mi ha fatto i suoi biscotti – la ricetta che vi ho messo nella confezione del té – certo fatti da lei in questo posto magico hanno un altro sapore. Sapore di casa.

Al momento della partenza era ormai chiaro che è solo questione di tempo finché ci rivedremo di nuovo!

Mi sono diretto poi verso Sud ad un altro monastero dove vivono 21 bambini tra 1 e 15 anni tutti abbandonati perché sono non vedenti (sono “inutili” per le famiglie povere ).

La prima cosa che ti accorgi entrando in casa e’ la miseria che regna. Impressionante e triste. La cosa bella era guardarli mentre ascoltavano la musica da una radio, erano ipnotizzati .

Quando ne ho preso alcuni in braccio continuavano ad accarezzarmi la barbara  e i peli (non hanno capito se fossi un uomo o una scimmia). Tenerissimi…

Per prima cosa, una bella imbiancata e una bella pulita alla casa, poi mobili nuovi, cucina, stuoie, vestiti, un impianto di musica bello potente con tanto di dischi nuovi e piccoli strumenti musicali. Alcuni soffrivano di un’infiammazione brutta agli occhi, così ho deciso di portarli a Ho Chi Minh per una visita in ospedale. Con una cura di un mese dovrebbe passare. Quando eravamo in città siamo entrati in un negozio che vende strumenti musicali , ascoltando i suoni si sono divertiti un sacco  e non potevo non comprare  due organi con un sacco di  effetti speciali. Gli piacevano così tanto ed io sono qua per questo no?

Con tanti abbracci e palpatine ai miei peli sono partito, lasciandoli molto più felici spero.

Quindi in Cambogia, vicino al confine con il Vietnam, in piena campagna vicino al Mekong in un monastero isolato dove accolgono i bambini “buttati” (nel vero senso della parola) dai camion dei bracconieri del sesso perché non servono più. Sono malati, feriti o semplicemente non più vergini. Stiamo parlando di bambini di solo 3-9 anni cazzo!!!!

I monaci li raccolgono dalla strada e cercano di dargli il più possibile. Erano seduti per terra, 38 bambini, con lo sguardo perso nel nulla, impauriti e in silenzio (quel silenzio lo conosco ormai e continua a farmi del male sempre), con segni di bruciature di sigarette e altri segni di violenza , ma Dio santo come si fa???? Sono solo bambini !!

La prima cosa che ho fatto e’ stata portarli tutti a fare una visita medica in ospedale. Non e’ stata un’impresa facile ma ce l’abbiamo fatta.  Tre di loro dovevano rimanere per almeno tre giorni così gli altri sono tornati al monastero e io ed un altro monaco siamo rimasti con loro in ospedale. Dopo tre giorni,  prima di rientrare con i bambini al monastero e già che eravamo in città, ho cominciato fare acquisti .

Non lo so cosa mi ha preso, forse mi sentivo in colpa per quello che avevano subito o ero solo  alla ricerca disperata di un cenno di un sorriso, così , ho comprato qualsiasi cosa che i piccoli guardavano, tanto che ho dovuto prendere  altri due taxi per trasportare tutto.

Tornando al monastero ho comprato altre cose per la vita quotidiana  come i letti, i vestiti, gli attrezzi per la cucina, i contenitori d’acqua, uno scalda-acqua, i sanitari nuovi, giocattoli in quantità industriale, tablet, computer, un mini biliardo, biciclette e tante altre cose che non ricordo più.

Alla fine sono stato da loro quasi una settimana e non mi sono sentito meno in colpa per quello che gli hanno fatto ne’ ho visto un cenno di un sorriso.

Spero però che un giorno, vedendo che non ho chiesto nulla in cambio per tutte le cose che gli ho regalato capiranno  che non tutti gli uomini bianchi sono uguali.

Questa è quello che sento e spero.

L’ultimo posto che dovevo visitare aspetterà l’anno prossimo, non me la sento più di affrontare un altro posto così. Sono arrivato al limite quest’anno.

Ora riposo a Bangkok sotto la pioggia .

Vi abbraccio tutti e grazie per tutto.

NirIMG_2447 IMG_2449 IMG_2448 IMG_2181

 

Coccole 2016 – Il racconto del viaggio.


Coccole 2016 – Il viaggio

Solo quando comincio a raccontarvi il mio viaggio mi rendo conto che, ahimè, è finito….

.Partito il 25 dicembre per Bangkok, poi altri due voli per il sud del Laos, 4 ore di macchina e infine paio d’ore di barca (direi zattera più che barca). Finalmente sono rrivato a Don Sahong, un’isola sul fiume Mekong, nel monastero dell’isola vivono 14 ragazze tra i 12 e 15 anni tutte con figli nati dopo aver subito violenze sessuali.
Vivono insieme ai figli in una stanza. Se la cavano coltivando la terra e allevando qualche animale domestico. La zona e’ famosa per la tessitura  della seta e alcune di loro sanno anche tessere ma non hanno telai.
Cosi’ ho inziato gli acquisti: 2 nuovi telai per la seta (provati da me!), materiale per tessere per almeno paio d’anni, 12 galline, un maiale, televisori, stuoie, una lavatrice gigante, una caldaia per l’acqua , un motorino, stoviglie e pentole. Poi per i piccoli – adorabili, alcuni con tratti visibilmente bianchi – tanti giochi, vestiti e una scorta di pannolini.
Sono state dolcissime le ragazze, sempre un po’ sospettose verso quel bianco che regala tanto ma non vuole niente in cambio (a parte il caffè che è buonissimo in Laos).
Dopo 3 giorni l’addio con una mega cena (ci sono ricette nuove in arrivo!) e un abbraccio che vale tutta la fatica per arrivare. Spero solo che un giorno capiranno che i bianchi non sono tutti uguali, la vedo duro ma lo spero lo stesso.

Su un’altra isola distante circa 3 ore di barca, sempre la stessa di prima, nel villaggio di Sanamxai, si trova un orfanotrofio con 25 bambini tra i 5 e i14 anni , semplicemente abbandonanti dalle loro famiglie causa povertà (almeno e’ quello che ho capito io).
Ospiti del monastero,  vivono grazie agli aiuti della gente dei villaggi dell’isola. I monaci si fanno in quattro per educarli, ma con i mezzi che (non) hanno fanno fatica a dirigere la banda di bambini adorabili.
E aua entro io e la tecnologia…. televisori, dvd, iPad (di dubbia provenienza ), biciclette, computer e un bel po’ di palloni da calcio .
Non mancano ovviamente i vestiti , zaini, quaderni per un po’ di studio con i monaci.
Dopo tutti questi doni, erano stranamente tranquilli e molto più felici…(io molto di più!)

Dopo un lungo viaggio, attraversando le montagne, sono arrivato a Mok Cham Pae, al confine tra Thailandia e Birmania , posto di una bellezza indescrivibile, ma qua purtroppo finisce il bello, 140 (si 140!!!!) bambini tra i 2 e i12 anni, con faccine tristi e scure: la prima cosa che noti e’ il silenzio inquietante.
Tutti hanno subito violenze sessuali e poi sono stati abbandonati in strada dai loro sfruttatori. I monaci li accolgono nel loro monastero e cercano di assisterli più che possono (alcuni sono molto violenti e diffidenti).
Arrivando la’, ho visto delle donne anziane bellissime con i costumi tradizionali che lavoravano al monastero: mi è stato spiegato che al confine ci sono alcuni villaggi della tribù dei Karen,che hanno praticamente come missione aiutare questi ragazzi. I Karen, a loro volta sono stati per anni perseguitati dal governo burmese e sono stati cacciati al confine con la Thailandia. L’ho trovata una cosa di rara umanità, l’aiuto fra gli ultimi. Da imparare .
Non sapevo dove iniziare, sono tanti bambini, per fortuna quest’anno siete stati molto generosi e così c’erano un sacco di soldi da spendere…
Davvero gli ho comprato di tutto (bici, giochi, elettrodomestici per il monastero, TV, computer, farmaci, vestiti, scarpe), insomma non gli ho fatto mancare niente, ma nonostante tutto ciò, nessun sorriso da parte dei bimbi. Solo sguardi tristi e persi. E’ duro a vederli così, credetemi.
L’ultimo giorno un bimbo, Ramdi, di 5 anni, si è avvicinato ed è venuto con noi in città a fare shopping, ma alla fine la giornata e’ stata dedicata praticamente solo a lui: giro sulle giostre, tuffo in piscina, gelato e patatine.
Alla sera prima di andare a dormire ha detto al Monaco questa frase: “
Chuan yak hai khun pen khun phor khong chuan”, il Monaco me l’ha tradotta: “domani pregoche dio ci mandi un papà come lui così sarò sempre felice”.
Io invece prego dio che mandi loro la forza di andare avanti,ne hanno tanto bisogno!
Si era addormentato, l’ho baciato e poi sono partito.
Fine.

Grazie di cuore per il vostro sostegno: senza, davvero non potrei fare nulla.
Nir

 

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Per gli amici un po’ lontani,,,,

Cari amici un po’ lontani,

Da oggi,a chi vuole ,posso mandare la maglietta e/o il libro “Di cosa sa felicità?” tramite la posta con un piccolo contributo di € 5 per l’Italia  e € 11 per l’Europa.

Il costo del libro è di € 20

Il costo della maglietta è di € 20 – taglie: Bimbo, S, M, L, XL.

l’iban per il bonifico e:   IT82Z0521601634000000010000    intestato a: Associazione Coccole Onlus

Pay Pal:

paypal.me/coccole

Grazie di cuore!

Nir

Libro&Maglietta Coccole